a cura di Antonio Aroldo
La costruzione di luoghi, per la “Pratica dei Culti Religiosi”, nel corso della “Storia Umana”, è stata sempre, fin dall’antichità, una “Questione Prioritaria” per qualsiasi tipo di governo; perché, come diceva, nei suoi scritti, Karl Marx: “La Religione è l’Oppio dei Popoli”. La “Continua Somministrazione”, di questo particolare tipo di “Droga”, ha sempre imposto, infatti, la “Consacrazione” di “Nuovi Luoghi” preposti per l’“Adorazione” dell’“Idolo” di turno. L’evoluzione della “Civiltà Umana”, in sostanza, così lenta ma inesorabile, esigette, man mano che si realizzava, “Santuari” sempre più grandi e imponenti. Questi particolari luoghi, infatti, dapprima, erano soltanto delle “Semplici Costruzioni di Legno” o magari dei “Semplici Simulacri” attorno a un semplicissimo albero; inseguito, con un profondo consolidamento della “Piramide Sociale”, iniziarono ad’essere costruiti veri e propri “Edifici Religiosi” con “Antiche Tecniche di Costruzione” di cui, molto fortunatamente, ne possiamo godere, ancora oggi, i “Bellissimi Risultati” in tutto il mondo. Nell’edificazione di queste “Enormi Costruzioni”, i vari popoli della terra, sfruttarono, com’è sempre accaduto nella Storia, tutta la loro cultura. Tutti i cosiddetti “Edifici Sacri”, di “Antica Fattura”, infatti, non sono altro, che una “Riproduzione Tangibile” della cultura umana e religiosa di un determinato popolo. Molte volte, però, le varie generazioni di artefici, di questi “Magnifici Monumenti Culturali”, si sono ispirate per le loro creazioni, al medesimo retroterra culturale. Esse, infatti, sono state in grado di comprendere l’“Essenza Profonda” delle esperienze del passato e di usarle per creare qualcosa di completamente nuovo e meraviglioso. Gli “Antichi Romani”, per esempio, si sono ispirati alla “Civiltà Greca” e a quella etrusca; si dice, infatti, che “La Grecia Conquistata, Conquistò Roma”.
L’avvento dell’“Epoca Cristiana” fece diventare, molti cosiddetti “Templi pagani”, con la “Semplice Aggiunta” di un crocifisso o magari di una statua, in “Chiese Cristiane”. Molte “Comunità Cristiane”, all’inizio della propria Storia, per riuscire a far avvicinare le persone alla “Nuova Religione”, dovettero effettuare, necessariamente, accettare una particolare, ma inevitabile, tipologia di compromesso: fondere la “Cultura Giudaico-Cristiana” con elementi di “Religioni Pre-Cristiane”. I risultati di questa “Particolare Sintesi Culturale” dipendevano, in buona parte anche, dal tipo di rapporto che c’era tra i “Luoghi di Nascita” della “Nuova Cultura Orientale” e quelli di innesto. Il tipo di forza di questo particolare tipo di legame determinava la conformazione di una qualsiasi opera. Tutte le differenti tipologie di edificio, per buona parte della nostra Storia, hanno, infatti, seguito il medesimo schema. La progettazione di gran parte degli edifici religiosi, dell’intero medioevo, infatti, non fa eccezione a questo tipo di regole. Questo “Particolare Canovaccio di Costruzione”, dopo la “Prima Crociata”, fu ampiamente approfondito grazie, soprattutto, alla scoperta, da parte dei cavalieri templari, di alcuni documenti riguardanti #le “Leggi Divine dei Numeri, dei Pesi e delle Misure”, che secondo alcune fonti storiche molto accreditate, erano stati trovati sotto le rovine del tempio di Salomone e consegnate, in gran segreto, ai “Fidati Maestri Costruttori di Cattedrali”. Le “Grandi Cattedrali Gotiche”, infatti, proprio per tale motivo, (forse), erano soprannominate i “Libri di Pietra”. Questi grandi costruttori, sempre secondo fonti molto accreditate, avrebbero, com’è stato già precedentemente posto in luce, costruito anche la Città dell’Aquila che sarebbe la “Città Gemella” di Gerusalemme. Una prova a sostegno di questa particolare tesi sarebbe nella corrispondenza, della posizione geografica dell’Aquila, con la posizione geografica di Gerusalemme. Il cosiddetto “Monte del Tempio”, infatti, che è situato a nord della cosiddetta “Città Santa”, sempre secondo gli esperti, ha la stessa posizione geografica che ha l’altura, in cui è situata la “Chiesa di Santa Giusta”, rispetto L’Aquila. Il “Monte degli Ulivi” di Gerusalemme, infine, può essere messo in relazione con la posizione geografica con il “Colle Aquilano” della “Basilica di Colle-Maggio”. I “Misteri Aquilani”, però, non finiscono qui. Essi, infatti, sembrano trovare il loro “Punto Focale”, proprio, nella Storia della basilica di colle-maggio. Essa, infatti, sembra essere, sempre secondo gli studiosi, uno di quei libri di pietra di cui abbiamo già parlato prima. Questa particolare costruzione, infatti, è una delle opere architettoniche più grandiose del capoluogo abruzzese. Fatta costruire nel 1287 per volontà dell’“Eremita Pietro da Morrone”, sul cui “Sacrato”, fu incoronato papa il 29 agosto del 1294, risente fortemente dell’“Architettura Romano-Gotica Abruzzese” per il prevalere dei piani, soprattutto, nella facciata unitaria e imponente che costituisce la “Vera Sostanza Monumentale” di tutto l’edificio. La “Pietra Locale” di rivestimento bianca e rosa, in un gioco policromo e geometrico, incastona i tre portali con i rispettivi rosoni di raffinata fattura, tutti databili intorno al 1440. Di questi interessantissimi per varietà di composizione e decorazione sono il portale e il rosone centrale. Nel primo d’impostazione fortemente romanica, si riscontrano motivi gotici, dati dai timpani cuspidali dalle colonnine tortili e dai pinnacoli. Anche l’archivolto, a tutto senso, rigorosamente romanico, è scandito da cinque ritmi a semiluna realizzati in leggero stile gotico. La medesima tecnica di costruzione è stata usata per realizzare delle “Figure Angeliche”, tortiglioni vagamente scanalati, foglie, fiori e animali; sotto la lunetta originale con affrescata la Madonna col Bambino. Il rosone, un vero delicato merletto, sta in posizione principe rispetto ai due laterali sulla facciata. Questa ripartita geometricamente da cornici e lesene, presenta una caratteristica peculiarità dovuta alle maestranze comacine che la realizzarono: la simmetria del terzo laterale sinistro più stretto rispetto a quello destro produce da lontano, l’“Effetto Ottico di Simmetria” altrimenti improponibile. Sul fianco sinistro della Basilica, dei caratteri spiccatamente romanici è situata la “Porta Santa”, varcata da “Celestino V” il giorno della “Sua Consacrazione”. Il “Nuovo Papa”, non si sa ancora bene perché, istituì, dopo la sua incoronazione, la cosiddetta “Perdonanza”: un #atto per il quale chiunque entri nella “Basilica Aquilana”, ancora oggi, ogni anno il 28 agosto, se sinceramente pentito e confessato, può ricevere il “Perdono dei Peccati”. Nella città aquilana, infatti, dopo il corteo storico della “Perdonanza Celestiniana”, la basilica apre ancora i battenti a una folta folla di penitenti. Costruita nella seconda metà del XIV secolo, presenta nella lunetta soprastante un singolare affresco degli ultimi del ‘300: in essa si riconosce la Vergine con il Figlio, S. Giovanni da un lato e dall’altro S. Pietro Celestino. L’interno solenne, si data alla metà del XIV secolo, quando cioè le originarie cinque navate furono tramutate in tre, allargando e allungando quella centrale. Il terremoto del 1703 la danneggiò gravemente: fu così ingabbiata da pesanti sovrastrutture barocche che nascondevano i poderosi pilastri ottagonali, le grandiose ogive e il soffitto a cassettoni, oggi tornati all’originario aspetto, dopo il restauro ultimo nel 1972.
Degni di nota sono: il pavimento cosmatesco con disegno geometrico in pietra bianca e rossa che richiama la facciata, lo “Stemma di Celestino V”, sulla “Porta Maggiore”, in data 1669 e in fondo alla navata destra, il mausoleo innalzato a S. Pietro Celestino da Girolamo da Vicenza nel 1517, che ne conserva le spoglie. In seguito ai lavori di ripristino sono riaffiorati affreschi di tre scuole: quella veneta (metà secolo XIV) nelle nicchie della parete longitudinale destra, raffiguranti la Madonna tra S. Agnese e S. Apollonia, l’“Assunzione” e l’“Incoronazione della Vergine” e una “Crocifissione”. La “Scuola Tosco-Marchigiana”, (secolo XVI) , si trova, invece, sulla parete retrostante la facciata; e, in una nicchia della parete laterale sinistra. La scuola “Umbro-Abruzzese” tenuta da “Francesco da Montereale”, allievo del cosiddetto “Perugino”, la cui “Madonna col Bambino e I Santi”, risale alla prima metà del secolo XVI. Dalla Basilica o direttamente dal piazzale si accede nell’“Ex Convento Celestiniano”; elegante chiostro ad arcate ogivali con annesso l’antico refettorio affrescato. E’ questo il vano più bello e rappresentativo del complesso quattrocentesco dei “Frati Celestiniani”: spartita da campane con volte a crociera e rafforzate da archi a tutto sesto, è affrescata su tutta la volta e sulle pareti di fondo probabilmente dalla mano di Saturnino Gatti (sec. XVI) mentre decorate a festoni sono le costolonature terminanti con chiavi di volta, dipinte anch’ esse e suddivise dal particolare motivo di quattro aquile con le ali spiegate. Di mano e stile differente, ma pressoché della stessa epoca, è l’ affresco della parete interna dell’ ingresso con “Deposizione dalla Croce”. Ex refettorio, la “Sala Celestiniana” è oggi destinata a convegni e conferenze.
Fonti: http://www.viaggio-in-germania.de/marx.html
http://video.google.it/videoplay?docid=2576061819604876552&ei=y3H3SNHbLIiG2gKkk63dDg&q=templari&hl=it
http://www.tuttoabruzzo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=399&Itemid=313
http://video.google.it/videoplay?docid=2576061819604876552&ei=y3H3SNHbLIiG2gKkk63dDg&q=templari&hl=it
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